(AGI) – Roma, 19 feb – “Non comprendo le ragioni delle numerose prese di posizione di questi giorni sulla presunta volonta’ di riabilitare gli insetticidi utilizzati a difesa della coltivazione del mais, i neonicotinoidi, visto che la decisione di confermare la sospensione e’ del 16 settembre 2010 e che il successivo decreto del Ministro della salute del 15 ottobre 2010 non fa altro che ribadire le condizioni stabilite nel provvedimento di sospensione”. Cosi’ il Ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan risponde alle preoccupazioni espresse dalle associazioni degli apicoltori sulla possibile reintroduzione di pesticidi che metterebbero a rischio il settore. “Non mi stupisco invece – aggiunge il ministro – di quanto possano essere strumentalizzate determinate ‘non notizie’ da parte di coloro che avrebbero invece tutto l’interesse ad apprezzare il lavoro sin qui svolto, basato su di un importante programma di ricerca fortemente voluto dal Ministero, attraverso il quale e’ stata messa a punto una rete di monitoraggio sul benessere delle api, che da quest’anno abbiamo reso permanente. Ricordo – conclude Galan – che proprio grazie a questo programma di ricerca oggi possiamo disporre delle informazioni che ci hanno portato a sospendere i principi attivi sotto accusa, senza contare che la rete di monitoraggio prevede una serie di servizi di fondamentale importanza per gli apicoltori italiani; tra questi, molto apprezzato e’ il lavoro delle squadre di pronto intervento, che vengono attivate su segnalazione degli apicoltori, in stretto raccordo con le ASL competenti per territorio e sotto il coordinamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, centro di referenza nazionale per le api”. (AGI) Red/Pgi 191246 FEB 11 Pgi
stamattina era una bella giornata di sole, sono salito sul terrazzo di casa dove ho uno sciame di api preso all’inizio dell’estate. Dalla porticina del portasciami non si vedevano api che entravano o uscivano, allora come abitualmente ho fatto tutta l’estate con questo sciame (particolarmente calmo), ho alzato il coperchio ed ho visto che le api erano pochissime, ho individuato da subito la regina era molto agile e veloce e passava da un telaino all’altro indisturbata. Ho tirato su il telaino con la regina e mentre la guardavo canminare ad un tratto prende il volo ed inizia a girare attorno a me e al portasciame, sembrava un calabrone. Le altre api che erano pochissime, sono rimaste appese all’altro telaino nel portasciame. Tornando alla regina, dopo circa dieci giri intorno a me si ferma sopra il muretto del terrazzo, non sapevo come fare, come prenderla, come riportarla dentro la sua casetta…. poi riparte, si rimette a girare per tutto il terrazzo, mantenendo come centro sempre il portasciame fino a quando allarga il giro e trovandosi al di fuori le mura del terrazzo scende verso giù verso il secondo piano. Mi affaccio ma non la vedo più, la cerco sporgendomi da tutti i lati del terrazzo.. ma niente! di regine neanche l’ombra. Dopo 5 minuti di lunga attesa, la vedo sul balcone del secondo piano, lei si rimette in volo e invece di tornare all’alveare si allontana dall’edificio, la seguo con la vista per circa 50 metri, poi niente non si vede più. Perse tutte le speranze nel riportarla a casa, riapro il portasciame per vedere le altre api, erano tranquille ancora non ne sentivano la mancanza. Nel frattempo passano altri 5 minuti e rivedo il calabrone… ops la regina, è ritornata
si è rimessa nuovamente a girare dentro il terrazzo e sorvolava il portasciame, vedendo però che non entrava dalla porticina ho tolto il coperchio e subito dopo lei si è poggiata sul telaino, bene accolta dalle altre api.
Come si dice? tutto è bene quello che finisce bene.
Category : pesticidi
Ennesima proroga, la terza dal 2008, del divieto d’uso dei concianti dei semi del mais con principi attivi neurotossici e sistemici, nocivi alle api e all’ambiente. Nuova grande vittoria per api, apicoltori e ambiente.-
micidiale efficacia insetticida su api e insetti utili di dispersione d’infinitesime particelle delle potentissime molecole nelle operazioni di semina del mais.
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Sostanziale inutilità per la difesa della coltura del mais dai parassiti.
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Comprovata contaminazione cronica e duratura di rugiada, acqua di superficie, terra, polline, nettare.
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Effetti deleteri, gravi, nel tempo sulle famiglie d’api che entrano in contatto con dosi infinitesimali delle molecole insetticide a effetto sistemico e di elevata persistenza.
Roma, 16 set. – Il ministero della Salute ha riferito in una nota che oggi e’ stato firmato il decreto che proroga fino al 30 giugno 2011 la sospensione cautelativa dell’autorizzazione di impiego per la concia di sementi di mais dei prodotti fitosanitari contenenti neonicotinoidi e fipronil.
Tali prodotti, si legge nella nota, “sono stati ritenuti correlabili agli episodi di moria delle api che si sono verificati sul territorio nazionale”. La proroga del provvedimento e’ stata adottata “per acquisire ulteriori conoscenze scientifiche in materia e, in particolare, sui risultati delle sperimentazioni in corso riguardanti la riduzione della dispersione delle polveri attraverso l’utilizzo di macchine seminatrici opportunamente modificate”. Il provvedimento entrera’ in vigore il giorno stesso della pubblicazione.
Lutto nel mondo industriale comasco e nazionale: è morto, all’età di 90 anni, Paolo Ambrosoli, decano della nota azienda con sede a Ronago, piccolo paese al confine con il Ticino, in provincia di Como. Il commendator Ambrosoli sin da giovane era entrato nell’azienda fondata da Giovanbattista Ambrosoli nel 1923. L’azienda, nata dall’hobby per l’apicoltura del padre di Paolo Ambrosoli, è stata costituita ufficialmente nel 1923, ma la vendita del miele risale agli anni
appena successivi alla prima Guerra Mondiale. La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio unanime nel mondo industriale, ma anche presso la comunità apistica nazionale. La FAI-Federazione Apicoltori Italiani ha partecipato al dolore dei famigliari con un proprio messaggio di cordoglio. Con Paolo Ambrosoli scompare uno dei più autorevoli testimoni della filiera apistica industriale – ricorda la FAI – figlio di una famiglia di Apicoltori, fautore di un’idea del miele come prodotto di largo consumo che oggi è affermata in uno dei marchi leader del miele, presente nella piccola, media e grande distribuzione. L’unico che investe importanti risorse per campagne promozionali a favore del miele, sia pure di marca. Dimensione aziendale tale quella della Ambrosoli Spa, non lo si può dimenticare, da richiedere un supporto ampio e qualificato da parte della filiera apistica produttiva. Molti Apicoltori possono dirsi grati a questa dinastia di Imprenditori. Loro tutti sono vicini all’intera Famiglia Ambrosoli.
Prodotto dall’azienda Antica Apicoltura Gallurese a Berchiddeddu
(ANSA) – CAGLIARI, 9 SET – Un miele di corbezzolo sardo, prodotto da Pietro Paolo Porcu nell’azienda “Antica Apicoltura Gallurese” a Berchiddeddu, e’ il miglior miele d’Italia.
Ha vinto il concorso nazionale “Roberto Franci”, promosso dalla Settimana del Miele di Montalcino (10-12 settembre), la manifestazione dell’apicoltura italiana che incorona ogni anno i mieli del Belpaese. Il miglior miele del Mediterraneo, premio istituito quest’anno, e’ risultato, invece, esser quello di carrubo, tipicamente autunnale, raccolto a Mgarr a Malta dall’apicoltore Charles Camilleri. (ANSA).
Category : Apicoltura
(AGI) – Montalcino, 9 set. - Ma come si diventa apicoltore? “Meglio cominciare con pochi alveari – consiglia Hubert Ciacci – al massimo 2 o 3, cosi’ da imparare poco per volta i segreti del mestiere. I primi tempi inoltre e’ consigliabile farsi seguire da un apicoltore esperto. Sarebbe importante frequentare un corso di avviamento all’apicoltura tenuto da una delle tante associazioni apistiche presenti in tutte le province italiane. Non dimentichiamo poi la sicurezza: affumicatore, tuta, maschera e guanti sono componenti indispensabili dell’attrezzatura. Per quanto riguarda i costi, un alveare completo, ovvero arnia piu’ sciame, costa circa 180 euro. Poi vanno aggiunti altri 400 euro per l’attrezzatura.
Insomma, l’apicoltura e’ un’attivita’ che non richiede investimenti elevati e puo’ rappresentare una fonte di reddito sia per chi voglia farne la propria attivita’ principale, sia per chi desideri intraprenderla come hobby”. Ma chi sono gli apicoltori italiani? Questo il loro identikit: hanno una cultura medio-alta (il 60% e’ diplomato, il 20% possiede una laurea), sono abbonati a pubblicazioni specialistiche, frequentano regolarmente corsi di specializzazione e convegni di aggiornamento.
Intanto aumentano nel nostro Paese i consumatori attenti alla scelta del miele che mettono in tavola: privilegiano produzioni di nicchia e naturali, prediligono il biologico, scelgono mieli monoflorali. In Italia si consumano mediamente ogni anno 600 grammi di miele a testa – in linea con la media europea – ma il vero appassionato ne mangia di piu’ e lo usa anche come “cibo” nell’elaborazione di ricette in cucina e come partner ideale in ricercati abbinamenti con i formaggi
Category : Apicoltura
Gomito a gomito con l’apicoltore Carlo Amodeo durante le fasi più cruciali della produzione. I vantaggi dell’apis mellifera sicula, una specie che ha resistito alla moria e ora viene venduta anche all’estero
Circa 800 aziende apistiche, oltre 100 mila alveari dai quali si ottengono all´incirca 30 mila quintali di miele. Sono questi i numeri dell´apicoltura siciliana. Ma come si produce il miele e quali sono le problematiche che gli apicoltori si trovano ad affrontare?
“Il miele è la sostanza alimentare che le api producono partendo dal nettare dei fiori che esse raccolgono, trasformano, combinano con sostanze proprie e depongono nei loro favi”, spiega Carlo Amodeo, apicoltore di Termini Imerese, in provincia di Palermo. A fine aprile i favi (o melari) sono pieni e possono essere prelevati dai nidi, cassette depositate normalmente in corrispondenza delle fioriture interessate. Amodeo ha disposto degli alveari anche in alcuni agrumeti di Ciaculli, da cui ottiene un miele di mandarino particolarmente apprezzato dal mercato. “Una volta entrati in azienda i favi vengono disposti in una camera a temperatura controllata, al fine di eliminare l´umidità che, se eccessiva potrebbe determinare la fermentazione e un conseguente deterioramento del prodotto. Quando il livello di umidità è ottimale – prosegue l´imprenditore – i telaini vengono disopercolati, ovvero privati dei tappi di cera con i quali erano stati sigillati dalle api, e successivamente centrifugati”. A quel punto il miele viene filtrato e successivamente lasciato decantare all´interno di grandi contenitori in acciaio. Dopo una decina di giorni può essere confezionato e venduto. La cera che rimane viene riutilizzata per produrre fogli da porre nei telaini e sui quali le api chiuderanno le cellette. Così si risparmia lavoro alle stesse api nella realizzazione dell´alveare e miele, poiché per produrre la cera le api ne hanno bisogno. “I fogli presentano già le sagome “a femmina”, più piccole di quelle “a maschio” – precisa Amodeo – perché conviene che nascano api operaie, molto più produttive, non fuchi che non hanno alcuna funzione se non quella di accoppiarsi con la regina”. Carlo Amodeo, che alleva oltre 1.500 alveari e produce circa 30 tonnellate di miele l´anno, sembra non avere subito alcun problema di moria perché le sue non sono le Apis mellifera ligustica ma le più rustiche Apis mellifera sicula, da poco presidio Slow Food, che sono anche molto più calme rispetto alle altre, con una serie di vantaggi gestionali non indifferenti. Un business per Amodeo, che le vende anche all´estero in pacchi da un chilo e mezzo, anche perché è l´unico apicoltore siciliano iscritto all´albo nazionale degli allevatori di api e che le possiede in purezza.
Intanto dall´assessorato regionale all´agricoltura continua il monitoraggio della situazione delle famiglie d´api dell´Isola. “Il ministro Luca Zaia ha dichiarato che per effetto della sospensione dei neo-nicotinoidi in Italia si è arrestata la moria delle api, ma a livello regionale non va esattamente così”, spiega Maria Rosa Battiato, referente della filiera miele per l´assessorato regionale all´agricoltura. “Gli apicoltori – prosegue la dirigente – ci dicono che il problema da noi è legato soprattutto al minore utilizzo di antibiotici, in seguito alla diffusione delle buone pratiche, che lascia le famiglie più esposte alle patologie. Sarebbe utile fare un censimento della consistenza delle famiglie anche ibride di ape sicula nell´Isola per capire quanto si sia diffusa e potere intervenire eventualmente con strategie mirate”. Che l´ape sicula sia la soluzione? Ai posteri l´ardua sentenza.
Intanto ciò che è certo è che l´ape riveste un ruolo importante per il mantenimento degli equilibri agronomici e per lo sviluppo dell´agricoltura poiché è insetto impollinatore di oltre l´80% delle piante. Un´importanza sintetizzata da una celebre frase di Albert Einstein: “Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”.
Annalisa Ricciardi


